Toxic

Publisher: 
Place: 
Mílanó
Year: 
2010


The novel 10 ráð til að hætta að drepa fólk og byrja að vaska upp (2008), translated to Italian by Silvia Cosimini.



Publisher: Isbn Edizioni.



From the book:



Mia mamma mi ha chiamato Tomislav e mio padre era un Bokšić. Dopo la prima settimana in America sono diventato Tom Boksic. Il che ha generato Toxic.



Quello che sono ora.



A volte mi chiedo se sono stato io a intossicare il mio nome oppure è il nome che ha intossicato me. Comunque, sono un pericolo ambulante. Perlomeno a detta di Munita. Lei al pericolo c'è abbonata. La mia adorata esplosiva. Munita è peruviana, ma ha lasciato il paese quando la sua famiglia è stata sterminata da una bomba durante un attacco terroristico, così si è trasferita a New York e ha trovato lavoro a Wall Street, proprio il giorno prima dell'undici settembre. La prima volta che siamo andati in Croazia insieme è stata testimone di due assassini. Lo ammetto, uno per mano mia, ma l'altro è stato del tutto casuale e a dire il vero anche piuttosto romantico. Eravamo a cena nel ristorante di Mirko quando til tipo seduto accanto al nostro tavolo si è preso una pallottola in testa. É schizzato del sangue anche nel bicchiere di vino di Munita. Io non le ho detto niente, tanto aveva preso del rosso.



Dice di non essere una grande fan della violenza, ma ho il sospetto che sia attratta da mister Rischio proprio perchè è tossico. Il nostro rapporto è sempre a un passo dalla detonazione, il sesso è sempre esplosivo. Munita è quello che gli americani chiamano una body-girl, gli uomini la squadrano sempre dal basso all’alto. Come è tipico in Sud America, quanto ad altezza non è un gran che e qualcuno una volta le ha anche detto che era grassa, ma in realtà, dopo, quel tale non ha più parlato molto. Quando passeggi con lei per strada le senti le tette che dondolano su e giù: plop, plop, plop. Il mio ritmo preferito, in America. E quando si mette quella sua strana maglietta arancione lo sentono anche gli altri. La prima volta che l’ho vista ho avuto l’impressione di averla già conosciuta. Prima di sposarla le chiederò se ha mai girata un video porno o se ha mai fatto uno strip su internet.



La cosa migliore della mia Munita Bonita è il fatto che la sua famiglia è morta. Niente suocere, cognati o zii, nè pranzi del ringraziamento, compleanni dei bambini o matrimoni a cui dover presenziare ed esporsi su qualche stupido prato, con un sole abbacinante e altre cinquanta persone alla tue spalle.



(7-8)